Dove ci incontriamo? I luoghi dei giovani nell'era social
La tendenza a frequentarsi sempre meno di persona riguarda tutte le fasce d’età: ma l’amicizia resta importante e percepita come reale
Tommaso Di Pierro | 4 aprile 2025

Negli ultimi anni, la nostra società ha subito un cambiamento nelle abitudini sociali, favorito dall’aumento delle interazioni digitali e, in particolare, dalla pandemia di Covid-19. Secondo i dati ISTAT, la percentuale di italiani che si incontrano settimanalmente tra il 2013 e il 2022 è scesa dal 67% al 57%, mentre chi si vede più di una volta a settimana è passato dal 46% al 35%. Questo trend era già in atto prima della pandemia, ma le restrizioni sanitarie hanno  consolidato la tendenza a ridurre gli incontri di persona, portando a un mutamento profondo delle dinamiche relazionali.

Tale fenomeno interessa tutte le fasce d’età, sebbene in modo diverso. Gli adolescenti (14-19 anni) hanno registrato un calo del 15% nella frequenza degli incontri, mentre nei giovani adulti (20-34 anni) la diminuzione è stata del 9%. Anche gli over 65 hanno ridotto le occasioni di socialità, passando dal 51% al 42%.

Nei più giovani, il peso crescente dei social media rende gli incontri fisici meno necessari; nei giovani adulti, invece, università, lavoro e trasferimenti ostacolano la continuità dei rapporti; gli anziani, infine, risentono della mancanza di luoghi dedicati alla socialità. Questa trasformazione ha influito sulla qualità delle relazioni? Nei giovani under-35, la percentuale di chi si ritiene molto appagato dalle proprie amicizie è scesa dal 35% al 33%, chi si dichiara poco  soddisfatto è il 9% rispetto al 7% registrato nel 2013 e infine si dice per nulla soddisfatto il 2% rispetto all’1% di dieci anni fa. La riduzione degli incontri di persona ha dunque portato a un senso di insoddisfazione più marcato. Le cause sono molteplici: chi lamenta una vita stressante e troppo impegnativa, che non lascia spazio alle amicizie, chi parla di precarietà e difficoltà economiche che ostacolano le tradizionali uscite per una pizza o un aperitivo e chi predilige i rapporti virtuali, in quanto gestibili senza troppo impegno in quasiasi momento libero del giorno.

Dove si incontrano oggi i giovani? Luoghi tradizionali come oratori e centri sociali hanno perso rilevanza. Gli oratori sono frequentati da gruppi chiusi e poco inclini ad accogliere nuovi membri, mentre i centri sociali, un tempo luoghi di aggregazione giovanile, oggi vedono una presenza prevalentemente adulta. Così le piattaforme digitali hanno sostituito i luoghi tradizionali e definitivo una nuova socialità, quella delle interazioni online attraverso sessioni di gaming e chiamate di gruppo. I social media si stanno affermando come spazi di incontro alternativi.

Nonostante la riduzione della frequenza degli incontri di persona, un dato positivo emerge: la percentuale di chi afferma di non avere amici su cui contare è scesa dal 28% al 25%. Questo suggerisce che una minore quantità di interazioni non coincide con una peggiore qualità delle relazioni. Il periodo della pandemia, che ci ha costretti a ridurre il numero di persone con cui interagire, potrebbe aver favorito un maggior investimento nelle amicizie più profonde, durature e significative. Resta da capire se queste tendenze costituiscano solo una fase post pandemica o siano di fatto abitudini destinate a consolidarsi nel tempo. Se buona parte delle esperienze e dei pensieri vengono condivisi online, il contatto umano resta insostituibile: vedersi dal vivo, stringersi la mano, condividere momenti e tempo reale con qualcuno ha un valore che le interazioni virtuali non potranno mai eguagliare.

La parola ai giovani sui loro spazi di aggregazione

Gli spazi di aggregazione assumono un valore particolarmente importante, che influisce sui legami che si possono instaurare tra gli individui. È tipico degli adolescenti avere dei luoghi in cui ritrovarsi e passare il tempo in compagnia: che sia un ristorante in cui consumare un pasto e intrattenere una conversazione, negozi in cui fare shopping, oppure un campo da calcio in cui liberare le energie. Tali spazi aiutano le persone a rendere le proprie relazioni ancora più forti, semplicemente trascorrendo momenti insieme ai propri coetanei. Ma andando più nel dettaglio, quali sono gli spazi di aggregazione più frequentati dai giovani? Per rispondere a questa domanda, passo la parola direttamente a loro.

Isabella, 18 anni: "Quando esco con le mie amiche, andiamo spesso a mangiare fuori provando ristoranti nuovi; a volte passiamo le serate al bowling, oppure se c’è qualche film che ci interessa andiamo al cinema".

Leonardo, 18 anni: “Io con i miei amici solitamente mi incontro al campo da calcio. È un punto di ritrovo dove non giochiamo soltanto a pallone, ma facciamo qualche chiacchierata o ci rilassiamo dopo una giornata piena".

Alessia, 19 anni: "Spesso io e le mie compagne di classe organizziamo delle giornate di studio, in biblioteca o in bar. Quando esco con il mio ragazzo, di solito andiamo a mangiare la pizza oppure frequentiamo un locale che mette a disposizione i giochi da tavolo".

Noa, 18 anni: "Quando io e le mie amiche usciamo, nel pomeriggio andiamo spesso all’outlet, che presenta tanti negozi. Di sera, solitamente andiamo in un locale dove beviamo qualcosa".

Gayandi, 20 anni: "Quando è estate, mi incontro spesso con i miei amici per andare in piscina oppure al mare. In inverno, solitamente andiamo al McDonald’s , in pizzeria o in alcuni bar ".

Davide, 22 anni: "Io mi incontro con i miei amici nei vicoli di Genova, dove ci sono bar e locali, in cui solitamente beviamo qualcosa. Mi piace frequentare questi luoghi perché mi fanno sentire a casa, sono posti molto accoglienti in cui possiamo trascorrere il tempo insieme in tranquillità".