Young Thug ha rischiato la messa alla prova per Scooter
Redazione | 4 aprile 2025

Thug aveva insinuato che la polizia di Atlanta avesse mentito sulle cause della morte del collega

Photo Credits: Young Thug (Wikimedia Commons)

Young Thug ha schivato un proiettile. La giudice Paige Reese Whitaker alla fine ha respinto la richiesta del District Attorney della Contea di Fulton di revocare la messa alla prova del rapper, accusato dallo Stato di “intimidazione di testimoni” e “minacce crescenti.” Il tutto nasce da un post condiviso da Thug in cui definiva Marissa Viverito, investigatrice della procura, “la più grande bugiarda dell’ufficio del DA”.

Secondo la corte, quel post non costituisce una violazione dei termini della messa alla prova: “Dopo aver esaminato la mozione del 2 aprile e la risposta della difesa del 3 aprile, e tenuto conto delle condizioni imposte dalla Corte, si decide di non revocare la messa alla prova del signor Williams”, si legge nel verdetto firmato dalla giudice Whitaker. Nessuna prova concreta di minacce, nessun passo falso legalmente rilevante. Thug resta libero.

L’avvocato storico del rapper, Brian Steel, è intervenuto subito dopo la decisione del tribunale: “Il Signor Williams non ha violato alcuna condizione della sua messa alla prova. Ha solo espresso un’opinione su un pubblico ufficiale”. Thug, dal canto suo, ha ribadito online che non era sua intenzione minacciare nessuno: “Non faccio minacce, sono una brava persona. Io promuovo solo pace e amore”.

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Young Thug è uscito di prigione grazie a un accordo siglato lo scorso 31 ottobre nel maxi processo YSL RICO. Da allora, ha iniziato a ricostruire lentamente la propria immagine pubblica, lasciando intendere di avere nuova musica in arrivo. Forse, però, sarebbe il caso che il tono sui social si abbassasse, per evitare l’effetto Kanye West, ossia inimicarsi l’intero pianeta per colpa dei post su X.